
Chiesa di san rocco
Condividi:
La Chiesa di S. Rocco sorge fuori dal centro storico della città, sul Corso Sempione. Non stupisca la costruzione e la dedicazione di una chiesa in una zona anticamente estranea al centro abitato: la strada del Sempione, oltre che a condurre in Svizzera, veniva infatti anche percorsa dai pellegrini diretti ad Angera, luogo del trapasso del Santo.
San Rocco, pellegrino francese in Italia nel secolo XIV, si prodigò nella cura della peste, rimanendone a sua volta colpito. La leggenda narra che quando il Santo contrasse la terribile malattia, fu salvato da un cagnolino che quotidianamente gli procurava il cibo. Per questo motivo l’iconografia lo ritrae con la tenuta da pellegrino, le piaghe e il cagnolino con in bocca il pane.
E’ considerato patrono dei prigionieri, dei viandanti e pellegrini, dei malati di peste e di altri morbi contagiosi. Sorgeva, in origine, una semplice Cappelletta a lui dedicata e, nella prima metà del ‘500, venne sostituita da un oratorio a testimonianza della devozione dei Gallaratesi per la protezione accordata dal Santo durante le pestilenze.
E’ menzionato per la prima volta nel 1566 da padre Leonetto Clivone nella sua relazione al Card. Carlo Borromeo. Il perimetro dell’ Oratorio di San Rocco, sede della Confraternita dei Rocchettini, dalla caratteristica mantellina rossa, corrispondeva alla zona dell’attuale abside semicircolare e del presbiterio.
Nel 1570 fu visitato da San Carlo Borromeo, in visita pastorale, che diede precise indicazioni circa lavori da eseguirsi, lavori che in realtà non vennero realizzati, tanto che nel 1622 il Cardinale Federigo Borromeo, sollecitò tali opere di ristrutturazione, che ebbero inizio il 16 agosto 1632.
Fu eretta l’unica navata, senza cappelle laterali. La costruzione e la ristrutturazione di questa chiesa furono scaglionate in più tempi. Nel corso del ‘500, vennero aggiunte alla chiesa il campanile e la sacrestia.
Molte sono le vicissitudini (nel 1917 fu persino requisita dal Genio Militare per alcuni mesi!) e la volontà di demolizione della chiesetta , ma ancor oggi è aperta al culto e sempre in attesa di nuove ristrutturazioni, dopo gli ultimi lavori degli anni ’70 effettuati dall’ arch. Francesco Moglia.
Visita della chiesa
L’esterno della chiesa si presenta in precarie condizioni di conservazione per la mancanza di intonaco, tuttavia è possibile distinguere la congiunzione di più corpi: il più antico corrispondente all’attuale abside e alla zona del presbiterio (l), l’unica navata senza cappelle (2), il campanile (3) e la sacrestia (4) (messa in comunicazione diretta con la chiesa nel 1912 per poter accogliere parte dei fedeli durante le funzioni liturgiche e successivamente ampliata nel 1972).
La facciata è a capanna, scandita da quattro lesene che reggono una trabeazione con frontone triangolare. Entrando, sulla sinistra è possibile vedere ai piedi della statua di S. Bernardo, “ul Ciapin” (5) ovvero il diavolo, così chiamato dai Gallaratesi e tanto temuto dai bambini, che venivano portati, quale inquietante rimprovero, quando combinavano qualche marachella.
Nella navata, si trovano due grandi tele seicentesche di autore ignoto, dono all’Oratorio del canonico Giacomo Masera. Entrambe le tele, interessanti per la luce calda e diffusa e per l’espressività dei volti, sono inquadrate da cornici a stucco. Quella di sinistra riproduce la “Sacra Famiglia che appare ad un prelato e un vescovo”(6), quella di destra “Cristo che regge la croce appare a San Carlo orante “(7).
Ai lati delle tele, chiuse in nicchie in stucco con motivo a conchiglia, si trovano quattro statue. Sulla sinistra, in fondo alla navata, c’è la statua del Santo protettore, a destra un Crocefisso del ‘700. Ai lati della mensa sono poste quattro tele della fine del ‘600 che rappresentano: a sinistra i Santi Sebastiano(8) e Giacomo (9) e a destra San Cristoforo (10) e San Rocco (11).
Al centro dell’abside è collocata la parte superiore dell’altare ligneo policromo del ‘700 (12), molto rimaneggiato durante i restauri degli anni ’70, sostenuto da un semplice basamento in muratura. Sulla parte terminale si trova una piccola statua di San Rocco. Fra due colonne corolitiche è inserito un affresco probabilmente dell’inizio del ‘500 “La Madonna del Melograno”, proveniente dalla preesistente cappella dell’ Oratorio. Sulle pareti dell’abside, due tele in cornici sagomate di autore ignoto, attribuibili alla prima metà del ‘700: a sinistra “L’Angelo annunciante” (13) e a destra “La Vergine annunciata” (14).
La Madonna del Melograno

Statua di San Bernardo

Pianta della Chiesa di San Rocco

Altri luoghi di interesse:

Basilica di Santa Maria Assunta
La Chiesa Prepositurale di Santa Maria Assunta fu costruita in stile neoclassico tra il 1856 e il 1861 su progetto dell’arch. Giacomo Moraglia.

Chiesa di San Pietro
La Chiesa di S. Pietro, nella centrale Piazza Libertà, a pochi passi dalla Crocetta spagnola del 1694, è l’edificio artisticamente più conosciuto di Gallarate.

Chiesa di San Francesco
La chiesa di S. Francesco, in Piazza Risorgimento, fu costruita fra il 1904 e il 1910 su progetto dell’arch. Gaetano Moretti, in stile gotico lombardo
