San Cristoforo, Patrono della città

San Cristoforo fra storia e leggenda

Il culto di San Cristoforo, martirizzato in Licia forse sotto Decio, è documentato nella Chiesa d’Oriente a partire dalla metà del V secolo.

La leggenda occidentale fu diffusa da Jacopo da Varagine (XIII secolo). Cristoforo era un gigante che si era proposto di servire il signore più potente; dopo essere stato al servizio di un re, di un imperatore e del demonio, seppe da quest’ultimo che il signore più potente era Cristo. Allora andò da un santo eremita e, consigliato da lui prese dimora vicino ad un fiume, dove traghettava i pellegrini.

Una notte fu svegliato da un fanciullo che gli chiese di essere traghettato, ma più avanzava nelle acque più il carico diventata pesante ed il fiume impetuoso. Quando finalmente arrivò sull’altra sponda, il fanciullo gli rivelò di essere Gesù, e come prova fece germogliare il bastone al quale Cristoforo si appoggiva. Cristoforo allora si fece battezzare ed andò a predicare in Licia, dove subì il martirio.

Festa di S. Cristoforo

L’anno MDCCLX alì XXV. Luglio essendo nel detto giorno La Festa del nostro Glorioso Martire S. Cristoforo, La qual festa in detto anno fecesi con istraordinaria pompa, cioè con scielta musica e sinfonia della Città di Milano, ed erano li virtuosi compreso li musici e mastro di Capella n° 33. Sontuoso apparato nel prospetto della Chiesa, e fuori di essa con padiglione fino abbasso del Consacrato dove eravi tre Porte Trionfali cioè quella di mezzo Grande con cartellone in Lode del Santo, e di Gallarate, e le altre due più basse latteralmente ma con bel ordine e disegno, alla sera di detto giorno terminò la festa con fuochi artificiali ed Illuminazioni pp tutto anche sul Campanile con quatro grossi palloni di carta colloriti ed onti e di questi uno per facciata acceto nel prospetto della piazza che vi fu di più il nome del Santo col viva a lumini, ma per esservi in detta sera un pocco di vento non fu possibile tenerli accesi; Sotto al mio portico eravi l’accademia dei Suonatori ed Illuminato, con torchie a lumi d’ollio; al giorno appresso vi fu l’ufficio generale de defonti con musica similmente.

Da “Annali di Gallarate” di Luigi Riva

La reliquia di San Cristoforo

Il culto delle reliquie è una tradizione molto datata che ha il suo posto non solo nella religione cristiana, ma anche in altre religioni e culture.

La loro storia è legata alle vicende dei pellegrinaggi; siccome, un tempo, non tutte le persone erano in grado, per vari motivi (salute, denaro, opportunità) di effettuare tali itinerari, divenne uso particolare, da parte dei più fortunati, riportare una reliquia, con la pertinente facoltà di trasmettere virtù miracolose di un personaggio santo.

Oltre a quelle dei Santi Almachio e Teodoro, che si trovano nella cripta, la Basilica di Santa Maria Assunta di Gallarate conserva, e per molti sarà una novità, anche una reliquia del patrono, San Cristoforo, salito al Cielo il 17 dicembre 990.

Si tratta di una porzione di osso conservata in una teca, riposta in una tarsia, chiusa, a fianco dell’altare maggiore.

A proposito di tali “referenze” va detto che al piano di riposo, salendo verso il Museo della Basilica stessa, in una vetrina sono conservati sei busti lignei raffiguranti Santi.

Sono sculture dei primi del ‘700, usate proprio come reliquari, appartenenti, probabilmente a qualcuna delle chiese cittadine, demolite nei secoli scorsi.

La reliquia di San Cristoforo potrebbe, a sua volta, provenire da una di queste sedi di culto.

Collana “Galerate”

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